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Miniera de Su Enturgiu


La miniera di ferro di Monte Ferru (detta anche Su Enturgiu) è ubicata in un vasto territorio compreso tra i paesi di Seneghe, Narbolia e Cuglieri. La miniera è raggiungibile da 2 strade, di cui una attraverso l’interno ed una attraverso la costa, ma solo la seconda risulta facilmente percorribile; quest’ultima strada raggiunge la miniera dalla costa e più precisamente dalla S.S. 292: difatti percorsa la S.S. 292 in direzione di Santa Caterina di miniera grande1Pittinuri e superato il villaggio di S'Archittu, si svolta a destra verso l'area paleocristiana di Cornus; a questo punto occorre percorrere tale strada sterrata, lasciandosi a destra la deviazione per l'area archeologica e proseguire dritti per una strada con fondo in cemento fino alla fine della stessa; tale strada con fondo in cemento termina in uno slargo in cui è presente una baracca in lamiera, posta a lato del sentiero. Da qui occorre proseguire a piedi seguendo il sentiero che dopo 25 minuti di cammino porta alla stretta valle dove è ubicata la miniera. L'area del Montiferru è ricca di piccole realtà minerarie che ricercavano minerali di ferro, piombo, manganese ecc. di cui rimane poca traccia: la valle del Sirisi, tra fitti boschi, racchiude i resti del villaggio di Su Enturgiu. Un'altra miniera si trova, sempre presso la valle del Sirisi, sotto il Monte Conca Mele laddove risulta ancora visibile il misterioso edificio di Su Palatu, una gigantesca casa rurale ormai ridotta a rudere che si ipotizza, ospitasse le maestranze delle miniere limitrofe. La Storia L'area del Montiferru era stata esplorata già in tempi antichi dai Cartaginesi, alla ricerca delle manifestazioni ferrose; furono poi gli Spagnoli ad eseguire degli scavi lungo il filone ferroso arrivando anche a costruire un piccola fonderia presso il porto di Santa Caterina, in località Fontana e Mari. Nel 1719 furono i Savoia ad occuparsi delle miniere di ferro dell'isola, promuovendo studi e ricerche atte a mettere in luce le ricchezze del sottosuolo.

Nel 1829 venne inviato l'Ing. Francesco Mameli a valutare le potenzialità minerarie dell'isola; il Mameli si occupò anche delle miniere del Monte Ferro, auspicando la costituzione di una società che potesse sfruttare le potenzialità dei giacimenti del territorio e portare avanti un'attività mineraria; infatti nell'area non mancavano i boschi per fornire il legname, fiumi miniera grande2per il trattamento del minerale e la buona qualità del minerale stesso. Nel 1854 in località detta la ferriera fu realizzata una galleria lunga 10 metri che seguiva in direzione il filone mineralizzato; altri piccoli scavi erano ubicati al di sopra della galleria. Nel 1938 la Signorina Gesuina Ghiani ed il Canonico Dott. Francesco Contini chiedevano un permesso di ricerca per minerali di ferro, piombo e zinco in località Monte Enturgiu; due anni dopo, la SAIME (Società Anonima Industrie Minerarie ed Elettriche) rilevò il permesso di Su Enturgiu e quello limitrofo di Monti Entu. In quegli anni la SAIME investì nella costruzione delle strutture principali della miniera: edificò un alloggio per gli operai, un magazzino ed una forgia; nel 1941 venne richiesta l'autorizzazione a spedire 1000 tonn. di minerale ferroso all'impianto siderurgico della Ditta Cugini a Vado Ligure (SV), per effettuare delle prove. Nel 1943 a Su Enturgiu erano state realizzate 4 gallerie, diversi fornelli e discenderie per un totale di 250 metri. Era inoltre presente una ferrovia Decauville lunga 76 metri, una casa per gli operai da 90 mq, una casa per la guardia giurata, un magazzino, una forgia e la polveriera. La miniera era raggiungibile da 2 strade per carri a buoi realizzate per trasportare il minerale al porticciolo di Santa Caterina di Pittinuri: la prima è tuttora intercettabile a 5 km a sud di Santa Caterina; la seconda raggiungeva S'Archittu, percorrendo il Rio Piscinappiu. Nel 1960 la Ditta Marchiolatti si interessò alla miniera di ferro di Su Enturgiu, in quanto aveva intenzione di realizzare un impianto siderurgico a Portovesme, per trattare tutti i minerali provenienti dai diversi permessi minerari; in realtà tale impianto non fu mai realizzato e la ditta rinunciò al permesso di ricerca un anno dopo. La Geologia e il Giacimento L'area in esame è caratterizzata da rocce vulcaniche e sedimentarie: tra le prime segnaliamo le vulcaniti del ciclo magmatico oligo miocenico e quelle ad affinità basaltica del plio-pleistocene; tra le seconde le arenarie calcaree ed i calcari del miocene, riccamente fossiliferi. Il giacimento di Su Enturgiu era composto da una serie di lenti allineate lungo una spaccatura diretta a Nord-Ovest con immersione verso Est di 80°; la fascia mineralizzata aveva una potenza massima di 4,5 metri, mentre la mineralizzazione utile variava da 0,65 ad 1 metro. Il minerale utile, contenuto in sacche e vene entro le vulcaniti trachi – andesitiche, arrivava a raggiungere in alcune fasce tenori in ferro pari al 63,77 % accompagnato da bassi tenori in manganese e silice. Al giacimento ferroso di Su Enturgiu venne associata una genesi di tipo idrotermale. A distanza di decenni dalla chiusura della miniera, la fitta vegetazione sta riprendendo i suoi spazi e dell'attività mineraria rimane ben poca traccia; la miniera di Monte Ferru - Su Enturgiu pur restando sconosciuta ai più mantiene inalterato il fascino decadente di un luogo impervio e dimenticato.

I minerali di Monte Ferro (Su Enturgiu)
Apatite, Augite, Barrerite, Calcedonio, Caolino, Clorite, Diaspro, Ematite, Ilmenite, Magnetite,
Pirite, Quarzo.
 
autore: Massimo Scanu
 
Per gli amanti delle miniere sarde sito:
http://www.minieredisardegna.it/LeMiniere.php?IdM=115&IdCM=3&SID=7dd02fa48e823a7c1fba82cfa3527bab

Bibliografia
Archivio Documentale Miniera di Montevecchio.
Associazione Mineraria Sarda.
Archivio Massimo Carboni.
CAULI BRUNO "Minatori, miniere e cave dell'Arborea" - Provincia di Oristano, 2002.
SELLA QUINTINO "Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna (1871)" - Edizioni
Ilisso a cura di Francesco Manconi, 1999.
FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Ed. COEDISAR, Cagliari, 1994.
BILLOWS EDOARDO "I minerali della Sardegna ed i loro giacimenti" - Estratto da Sardegna Mineraria,
Cagliari 1941.
ZUFFARDI PIETRO "Alcune caratteristiche dei giacimenti minerari sardi in relazione ai problemi della
loro coltivazione e della meccanizzazione del lavoro" – Montevecchio, Centro Studi geominerari, Aprile
1953.
JERVIS GUGLIELMO "I Tesori sotterranei dell’Italia" – Torino, 1881.
BALDRACCO CANDIDO "Cenni sulla costituzione metallifera della Sardegna" – Torino, 1854.
MARCHESE EUGENIO "Cenno sulle ricchezze minerali della Sardegna" – Cagliari, 1862.
Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.
ELENCO MINATORI DI SENEGHE
Da una recente ricerca sul campo fatta dal sottoscritto è emerso che tutti coloro che hanno lavorato
nella miniera di Seneghe sono deceduti. Per quel che riguarda i nominativi, soltanto 3 sono emersi:
MANCOSU RAIMONDO - Rip
MARRAS GIUSEPPE - Rip
SARAI FRANCESCO - Rip