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Nel tempo dei nuraghi


tombazanasUn antico legame unisce Seneghe al mare, nel tratto di terra che dal paese scende verso la marina si incontra infatti una delle più alte concentrazioni di monumenti archeologici risalenti al periodo nuragico dell’intero territorio. Un tuffo nella storia più antica che si snoda tra nuraghi, macchia mediterranea e panorami mozzafiato che spaziano oltre la vegetazione fin dove l’orizzonte unisce in un unico abraccio cielo terra e mare.
Abitato in modo continuo già da epoca prenuragica, infatti il territorio richiamò numerose presenze proprio in periodo nuragico. Testimoniano questa alta densità demografica un centinaio di  monumenti tra nuraghi a corridoio, monotorre e polilobati, tombe dei giganti e resti di antichi villaggi che fanno di Seneghe uno dei comuni Sardi con più alta densità di monumenti appartenenti a questa civiltà.


 Ed ecco che lasciando il paese per raggiungere il vicino abitato di Narbolia, dopo breve tratto, si incontra un maestoso nuraghe quadrilobato con una imponente torre centrale, un piano superiore, e quattro torri perimetrali, denuraghecampulle quali due in buone condizioni, collegate tra loro da un robusto bastione. Si tratta di “Mesu Maiore”, nei cui pressi sono evidenti resti di un insediamento umano che potrebbero far pensare ad un esteso villaggio da mettere in relazione col monumento stesso. A breve distanza da “Mesu Maiore”  nei pressi della strada provinciale, troviamo il nuraghe “Oppianu”, un monotorre ben conservato, che presenta il vano scala sul lato sinistro. Poco più a nord, lungo la strada Seneghe-Perdighis, ecco il nuraghe “Prej Iuanne” inglobato in una muratura di confine, il nuraghe “Pruna” monotorre di piccole dimensioni e la tomba dei giganti “S’Omo de sas Zanas”. Quest’ultima conservata quasi integralmente, evidenzia una struttura dolmenica con copertura a piattabanda sulla quasi totalità del monumento e l’esedra conservatasi solo nel lato destro. Procedendo sulla stessa strada si individua il nuraghe “Narba”, citato anche da Giovanni Lilliu nel volume “La civiltà nuragica” (Sassari 1987). Si tratta di un nuraghe a corridoio, in buono stato di conservazione che presenta un corridoio centrale con due ingressi opposti, una camera e due nicchie; nei pressi sono presenti alcune capanne di forma circolare ed ellitt0011ica, con copertura a tholos.


In posizione decisamente predominante troviamo infine il nuraghe “Littu” ed il nuraghe “Campu”. Il primo, un monotorre di pregevole fattura, presenta una camera con altezza interna di 8,50 metri e copertura a tholos perfettamente conservata; il secondo è costituito da una torre centrale in buono stato di conservazione e due torri laterali fortemente danneggiate. La torre centrale mostra il vano scale sul lato sinistro del corridoio ed una nicchia sul lato opposto mentre la camera, totalmente decentrata sulla destra, presenta due nicchie. Le torri laterali sono parzialmente crollate. In prossimità del nuraghe si notano resti di antiche strutture pertinenti forse ad un villaggio. Nei pressi del nuraghe è presente anche un pozzo del quale non si può stabilire l’esatto periodo di costruzione; questo evidenzia una struttura interna, composta da massi, apparentemente disposti a forma troncoconica, mentre all’esterno è presente un abbeveratoio ugualmente in pietra.

Antonello Catzeddu